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Surgelati

Conservazione surgelati: regole, tempi e temperature per non sbagliare

·8 min di lettura
Contenitori etichettati nel congelatore con date di scadenza visibili

Il congelatore è uno degli elettrodomestici più utili della cucina, ma anche uno dei più fraintesi. Quante volte ti sei chiesto: “questo pollo congelato da tre mesi si può ancora mangiare?”, oppure “posso ricongelare qualcosa che ho scongelato?”

La buona notizia è che le regole sono poche e chiare. La cattiva notizia è che quasi nessuno le segue, e il risultato sono sprechi alimentari, sapori compromessi e, nei casi peggiori, rischi per la salute.

In questa guida trovi tutto ciò che serve sapere sulla conservazione dei surgelati: temperature, tempi massimi, regole di igiene e il metodo per non perdere mai il controllo di ciò che hai nel freezer.

La regola base: -18°C o meno

La temperatura di un congelatore domestico deve essere impostata a -18°C o inferiore. Questo è lo standard internazionale (Codex Alimentarius) e la soglia sotto la quale la proliferazione batterica si arresta quasi completamente.

Attenzione: “quasi” è la parola chiave. Il congelamento non sterilizza il cibo. I batteri non vengono uccisi: la loro attività viene sospesa. Quando scongeli l’alimento, i batteri riprendono a moltiplicarsi esattamente da dove avevano lasciato. Per questo motivo:

  • Il cibo scongelato va consumato entro 24 ore.
  • Lo scongelamento deve avvenire in frigorifero, mai a temperatura ambiente.
  • Il cibo scongelato non va ricongelato crudo (può essere ricongelato solo se viene cotto dopo lo scongelamento).

Tempi massimi di conservazione

Il congelamento mantiene il cibo sicuro a tempo indeterminato dal punto di vista batteriologico, ma la qualità organolettica (sapore, consistenza, colore) degrada nel tempo. Ecco i tempi massimi consigliati per mantenere una buona qualità:

Carni

  • Manzo, vitello, agnello (tagli interi) — 10-12 mesi
  • Maiale (tagli interi) — 6-8 mesi
  • Carne macinata (qualsiasi tipo) — 3-4 mesi
  • Salsicce e insaccati freschi — 1-2 mesi
  • Pollo e tacchino (intero) — 12 mesi
  • Pollo e tacchino (pezzi) — 9 mesi

Pesce e frutti di mare

  • Pesce magro (merluzzo, orata, spigola) — 6-8 mesi
  • Pesce grasso (salmone, sgombro, tonno) — 2-3 mesi
  • Crostacei e molluschi — 3-6 mesi

Verdure e frutta

  • Verdure sbollentate — 10-12 mesi
  • Verdure crude (non sbollentate) — 3-4 mesi (qualità inferiore)
  • Frutta — 8-12 mesi
  • Erbe aromatiche — 6 mesi

Piatti pronti e preparazioni

  • Zuppe e brodi — 2-3 mesi
  • Sughi di carne (ragù) — 3-4 mesi
  • Sughi di verdure — 2-3 mesi
  • Lasagne e timballi — 2-3 mesi
  • Pane e prodotti da forno — 3 mesi
  • Dolci (torte, crostate) — 2-4 mesi

Nota importante: questi tempi si riferiscono a cibo congelato a -18°C in modo continuativo. Ogni interruzione della catena del freddo (blackout, porta lasciata aperta) accorcia significativamente la durata.

Il metodo FIFO: la regola d’oro

FIFO è l’acronimo di First In, First Out: il primo che entra è il primo che esce. È il principio base della gestione delle scorte in qualsiasi ristorante, supermercato o magazzino alimentare del mondo. E funziona altrettanto bene nel tuo congelatore.

In pratica:

  • Quando aggiungi alimenti nuovi, mettili dietro o sotto quelli già presenti.
  • Quando devi scegliere cosa scongelare, prendi sempre il più vecchio.
  • Se hai più porzioni dello stesso piatto, consuma prima quella con la data di congelamento più lontana.

Il metodo FIFO è semplicissimo in teoria, ma nella pratica richiede un prerequisito: ogni contenitore deve avere la data scritta in modo leggibile. Senza date, il FIFO è impossibile.

È qui che le etichette fanno la differenza. Non una scritta a pennarello sul coperchio (che si cancella con la condensa), ma un’etichetta adesiva specifica per congelatore con la data ben visibile. Le etichette Etinki hanno campi prestampati “Prodotto”, “Data” e “Scadenza” proprio per rendere il FIFO automatico.

Come congelare correttamente

Il modo in cui congeli un alimento influenza enormemente la sua qualità quando lo scongelerai. Ecco le regole fondamentali:

1. Raffredda prima di congelare

Non mettere mai cibi caldi nel congelatore. Alzano la temperatura interna e possono causare scongelamento parziale degli alimenti circostanti. Lascia raffreddare a temperatura ambiente (massimo 2 ore, poi in frigo) prima di trasferire nel freezer.

2. Porziona in modo intelligente

Congela in porzioni che userai in un’unica volta. Se vivi da solo, porzioni singole. In coppia, porzioni da due. Il motivo è semplice: ciò che scongeli va consumato, non ricongelato.

3. Elimina l’aria

L’aria è il nemico principale della qualità nel congelatore. Causa la cosiddetta “bruciatura da freddo”: quelle macchie biancastre secche sulla superficie del cibo che ne rovinano sapore e consistenza.

  • Nei sacchetti: premi per far uscire più aria possibile prima di chiudere.
  • Nei contenitori: riempi il più possibile, lasciando solo 1-2 cm per l’espansione dei liquidi.
  • Se hai una macchina per il sottovuoto: usala. È il metodo migliore in assoluto.

4. Congela velocemente

Più veloce è il congelamento, più piccoli sono i cristalli di ghiaccio che si formano e migliore sarà la consistenza del cibo dopo lo scongelamento. Per velocizzare il processo:

  • Stendi gli alimenti in strati sottili (appiattisci i sacchetti).
  • Non impilare i contenitori nuovi: lasciali separati finché non sono completamente congelati.
  • Se il tuo congelatore ha la funzione “surgelazione rapida”, attivala.

5. Etichetta subito

Non “dopo”, non “quando ho tempo”. Subito. Perché tra 20 minuti avrai già dimenticato se quel contenitore è ragù o sugo di pomodoro, e tra una settimana non saprai nemmeno quando l’hai congelato.

Scongelamento sicuro: i 3 metodi corretti

1. In frigorifero (metodo consigliato)

Trasferisci l’alimento dal freezer al frigo 12-24 ore prima dell’uso. È il metodo più sicuro: la temperatura resta sotto i 5°C e i batteri non si riattivano. Unico svantaggio: richiede pianificazione.

2. In acqua fredda

Immergi il contenitore sigillato in acqua fredda, cambiandola ogni 30 minuti. Più veloce del frigo (1-3 ore per la maggior parte degli alimenti), ma richiede attenzione.

3. Nel microonde (funzione defrost)

Il più veloce, ma cuoce parzialmente i bordi dell’alimento. Usa solo se cucini immediatamente dopo.

Mai a temperatura ambiente. Tra 5°C e 60°C i batteri si moltiplicano rapidamente. Un pezzo di carne lasciato sul piano della cucina a scongelare per 4 ore può diventare un rischio per la salute, anche se all’interno è ancora ghiacciato.

Il freezer burn: cos’è e come evitarlo

Il “freezer burn” (bruciatura da freddo) è quella patina biancastra e secca che si forma sulla superficie degli alimenti congelati. Non è pericolosa per la salute, ma rovina sapore e consistenza al punto da rendere il cibo immangiabile.

Le cause principali sono:

  • Contenitori non ermetici o sacchetti con aria residua.
  • Conservazione troppo prolungata (oltre i tempi consigliati).
  • Sbalzi di temperatura (porta aperta frequentemente, blackout).

La prevenzione è semplice: contenitori ermetici, sacchetti ben chiusi senz’aria e, soprattutto, un sistema di date che ti impedisca di superare i tempi massimi.

Il sistema completo: etichette + FIFO + tabella

La conservazione sicura dei surgelati si riduce a un sistema di tre elementi:

  1. Etichette resistenti al freddo su ogni contenitore, con prodotto, data e scadenza.
  2. Metodo FIFO per la rotazione.
  3. Tabella dei tempi come riferimento (salvala sul telefono o appendila vicino al congelatore).

Le etichette congelatore Etinki sono il primo tassello di questo sistema: adesivo CG349 che resiste a -40°C, formato 50×30mm con campi prestampati, 1000 pezzi a €5,90. Applichi l’etichetta, compili i tre campi in 5 secondi e hai il controllo totale su ciò che c’è nel tuo freezer.

Non servono app complicate o fogli Excel. Serve un’etichetta che resta attaccata e una data che resta leggibile. Il resto viene da sé.

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