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Etichette per congelatore: come scegliere quelle che non si staccano mai

·7 min di lettura
Etichette congelatore Etinki applicate su contenitori dentro il freezer

Hai mai trovato un’etichetta accartocciata sul fondo del congelatore, staccata dal contenitore a cui apparteneva? È una scena classica: compri etichette generiche, le applichi con cura, e dopo qualche giorno l’umidità e il freddo fanno il loro lavoro. Il risultato? Contenitori anonimi e cibo che finisce nella spazzatura.

Il problema non è la tua tecnica di applicazione. È l’etichetta sbagliata. Vediamo cosa serve davvero per etichettare il congelatore in modo affidabile.

Perché le etichette normali non funzionano nel freezer

Un’etichetta da ufficio o un post-it sono progettati per funzionare a temperatura ambiente, tipicamente tra 15°C e 30°C. Nel congelatore la situazione è radicalmente diversa:

  • Temperature tra -18°C e -25°C — l’adesivo standard diventa rigido e perde aderenza.
  • Umidità e condensa — ogni volta che apri lo sportello, si forma un velo di umidità sulle superfici. L’acqua si infila sotto l’etichetta e, congelando, la solleva.
  • Superfici fredde — applicare un’etichetta su un contenitore già freddo è una sfida: l’adesivo non ha il tempo di fare presa prima di irrigidirsi.

Per questi motivi servono etichette progettate specificamente per il freddo estremo.

L’adesivo: il cuore della questione

Se c’è un solo parametro da controllare prima di acquistare etichette per congelatore, è il tipo di adesivo. Non tutti gli adesivi sono uguali:

Adesivi standard (acrilici)

Funzionano bene a temperatura ambiente ma perdono aderenza sotto i 5°C. Sono gli adesivi che trovi nelle etichette da ufficio, nei post-it e nella maggior parte delle etichette economiche. Non adatti al congelatore.

Adesivi per basse temperature (gomma sintetica)

Resistono fino a circa -10°C/-15°C. Vanno bene per il frigorifero ma possono dare problemi nel congelatore, specialmente nei modelli a pozzetto che raggiungono temperature più basse.

Adesivi deep-freeze (come il CG349)

Questa è la categoria giusta. L’adesivo CG349 è formulato specificamente per l’etichettatura a basse temperature ed è certificato fino a -40°C. Mantiene l’aderenza anche in presenza di condensa e brina, e fa presa rapidamente anche su superfici già fredde.

Dettaglio tecnico: il CG349 è un adesivo a base di gomma naturale modificata, con tack iniziale elevato (fa presa subito) e resistenza allo shear eccellente a basse temperature. Tradotto: si incolla subito e non si muove più.

Il materiale: carta termica vs. carta patinata

Oltre all’adesivo, conta anche il materiale del fronte dell’etichetta:

  • Carta termica — è quella usata negli scontrini. Economica ma sensibile al freddo e all’umidità: il testo stampato può sbiadire nel tempo. Sconsigliata per il congelatore a lungo termine.
  • Carta patinata (coated) — ha un rivestimento protettivo che la rende resistente all’umidità. Il testo scritto a penna resta leggibile anche dopo mesi. Questa è la scelta consigliata.
  • Polipropilene (PP) — materiale sintetico, totalmente impermeabile. Ideale per ambienti industriali, ma per uso domestico la carta patinata offre un rapporto qualità-prezzo migliore.

Il formato: cosa deve esserci sull’etichetta

Un’etichetta per congelatore deve avere almeno tre informazioni:

  • Nome del prodotto — “Ragù bolognese”, non “salsa rossa”. Sii specifico.
  • Data di congelamento — quando è stato messo nel freezer.
  • Data di scadenza — entro quando consumarlo.

Le etichette con campi prestampati semplificano enormemente il processo: non devi inventare un formato ogni volta, basta riempire gli spazi. È una differenza che sembra banale ma in pratica accelera l’etichettatura e garantisce coerenza.

Il formato 50×30mm è il più versatile per uso domestico: abbastanza grande per essere leggibile, abbastanza piccolo da stare su qualsiasi contenitore o sacchetto.

Come applicare le etichette correttamente

Anche con l’etichetta giusta, l’applicazione conta. Ecco le regole:

  • Superficie pulita e asciutta — asciuga il contenitore con un panno prima di applicare l’etichetta. Anche una minima traccia di umidità riduce l’aderenza iniziale.
  • Applica a temperatura ambiente — prepara il contenitore con l’etichetta prima di metterlo nel congelatore. L’adesivo ha bisogno di qualche minuto a temperatura ambiente per raggiungere la massima aderenza.
  • Premi bene i bordi — i bordi sono il punto critico. Passa il pollice lungo tutto il perimetro dell’etichetta per assicurare una presa uniforme.

Se devi etichettare contenitori già congelati

A volte non è possibile preparare tutto prima. In questo caso: togli il contenitore dal freezer, asciuga rapidamente la superficie con carta assorbente, applica l’etichetta e premi con decisione. Con un adesivo CG349 il tack iniziale è sufficientemente alto da garantire presa anche in queste condizioni.

Confronto: soluzioni comuni vs. etichette professionali

  • Post-it — Costo: basso. Durata nel freezer: 1-3 giorni. Verdetto: inutili.
  • Scotch + pennarello — Costo: basso. Durata: variabile. Problema: il pennarello sbiadisce, lo scotch si stacca con la condensa.
  • Etichette da ufficio — Costo: medio. Durata: 1-4 settimane. Si arricciano e cadono.
  • Etichette specifiche per congelatore — Costo: basso (€0,006/pz). Durata: mesi o anni. Restano salde e leggibili.

La soluzione Etinki

Le etichette congelatore Etinki sono progettate in Italia per risolvere esattamente questo problema:

  • Adesivo CG349 certificato fino a -40°C.
  • Formato 50×30mm con campi prestampati Prodotto, Data, Scadenza.
  • 1000 etichette per rotolo a €5,90 — meno di 0,6 centesimi l’una.
  • Scrivibili con qualsiasi penna — biro, pennarello, anche matita.
  • Made in Italy — prodotte e spedite da Milano.

Se hai provato post-it, scotch o etichette generiche e sei stufo di ritrovarle staccate, prova un’etichetta pensata per fare esattamente questo lavoro. A meno di un centesimo l’una, è probabilmente l’investimento con il miglior ritorno nella tua cucina.

Scopri le etichette congelatore Etinki →

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