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HACCP

Tracciabilità Alimentare: Come le Etichette Garantiscono la Sicurezza dal Campo alla Tavola

·8 min di lettura
Etichette per tracciabilità alimentare su contenitori in una cucina professionale

Se qualcuno ti chiedesse "da dove viene questo ingrediente?", saresti in grado di rispondere in pochi minuti? Il Regolamento CE 178/2002 dice che devi. La tracciabilità alimentare non è un optional: è un obbligo di legge che riguarda ogni operatore della filiera, dal produttore al ristoratore.

In questa guida vediamo cosa richiede la normativa, come costruire un sistema di tracciabilità pratico e perché le etichette sono lo strumento più efficace per gestirlo.

Cos'è la tracciabilità alimentare

La tracciabilità alimentare è la capacità di ricostruire il percorso di un alimento in ogni fase della filiera: produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione. In pratica, significa poter rispondere a due domande fondamentali:

  1. Da dove viene? — chi ti ha fornito quell'ingrediente, quando, in che quantità
  2. Dove è andato? — a chi lo hai venduto, somministrato o trasferito

Questa capacità di "traccia avanti" e "traccia indietro" è il cuore del Reg. CE 178/2002, noto anche come General Food Law, il regolamento fondativo della sicurezza alimentare europea.

Cosa dice il Reg. CE 178/2002

Il regolamento stabilisce principi chiari e non negoziabili:

  • Art. 18 — Ogni operatore deve identificare chi gli ha fornito un alimento e a chi lo ha ceduto (principio "one step back, one step forward")
  • Art. 19 — Se un operatore ritiene che un alimento non sia sicuro, deve avviare immediatamente il ritiro dal mercato e informare le autorità
  • Art. 17 — La responsabilità della sicurezza alimentare ricade sull'operatore, non sul consumatore

In Italia, il mancato rispetto dell'obbligo di tracciabilità comporta sanzioni da 750 a 4.500 euro (D.Lgs. 190/2006), ma le conseguenze pratiche possono essere molto più gravi: un richiamo prodotto senza tracciabilità diventa una crisi ingestibile.

Come funziona un sistema di tracciabilità

Un sistema di tracciabilità efficace si basa su tre pilastri:

1. Identificazione

Ogni materia prima, semilavorato e prodotto finito deve essere identificato univocamente. Questo avviene tramite un'etichetta che riporta almeno: denominazione, lotto, fornitore, data di ricevimento.

2. Registrazione

Le informazioni devono essere registrate e conservate. Può essere un registro cartaceo, un foglio Excel o un software gestionale — l'importante è che sia aggiornato e consultabile.

3. Collegamento

Ogni passaggio deve essere collegabile al precedente e al successivo. Se ricevi 10 kg di mozzarella dal fornitore X il giorno Y, e ne usi 2 kg per le pizze del giorno Z, devi poter ricostruire questo collegamento.

Il ruolo delle etichette nella tracciabilità

Le etichette sono lo strumento fisico che rende la tracciabilità possibile nella pratica quotidiana. Senza etichette, la tracciabilità resta un concetto teorico scritto in un manuale che nessuno consulta.

Ecco cosa fanno le etichette in un sistema di tracciabilità funzionante:

  • Identificano il prodotto — cosa c'è in quel contenitore, senza doverlo aprire
  • Registrano la data — quando è stato ricevuto, aperto, preparato
  • Collegano al lotto — permettono di risalire al fornitore e alla consegna
  • Indicano la scadenza — definiscono la finestra temporale di utilizzo sicuro
  • Attribuiscono la responsabilità — chi ha preparato o manipolato quel prodotto

Tracciabilità interna: il caso della ristorazione

Per i ristoranti, la tracciabilità interna è la sfida più grande. Le materie prime arrivano, vengono lavorate, combinate, porzionate e servite — spesso nello stesso giorno. Senza un sistema semplice, la tracciabilità interna diventa il primo punto che salta.

Un protocollo efficace per la ristorazione prevede:

  1. Ricevimento merce — etichettare ogni prodotto con data di arrivo, fornitore, lotto (se disponibile)
  2. Stoccaggio — applicare un'etichetta con data di apertura e scadenza dopo apertura su ogni confezione aperta
  3. Preparazione — etichettare ogni preparazione interna (sughi, basi, semilavorati) con data di preparazione, contenuto, scadenza
  4. Somministrazione — registrare cosa è stato servito e quando, per poter risalire agli ingredienti in caso di contestazione

I vantaggi oltre la conformità

La tracciabilità non è solo un obbligo: è uno strumento di gestione che porta vantaggi concreti:

  • Riduzione degli sprechi — sapere cosa hai e quando scade ti permette di usare prima ciò che scade prima (FIFO)
  • Gestione dei richiami — se un fornitore ti avvisa di un problema, puoi isolare immediatamente i prodotti interessati
  • Ispezioni più rapide — un sistema ordinato impressiona positivamente gli ispettori ASL
  • Tutela legale — in caso di contestazione, puoi dimostrare di aver fatto tutto il possibile

Come iniziare: la soluzione pratica

Il modo più semplice per implementare un sistema di tracciabilità alimentare è partire dalle etichette. Non servono software costosi o sistemi complessi: servono etichette affidabili, resistenti e facili da compilare.

Le etichette HACCP Etinki sono progettate per questo:

  • Campi pre-stampati per prodotto, data, operatore, scadenza e lotto
  • Materiale conforme al Reg. CE 1935/2004 per il contatto alimentare
  • Resistenti da -40 °C a +60 °C — funzionano in congelatore, frigo e banco caldo
  • Personalizzabili con il logo e i campi specifici della tua attività

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